Un desiderio avverato: Wakatobi, Sulawesi Indonesia

Tutta la storia ha inizio esattamente 10 anni fa; nel 1998.Eravamo in crociera alle mitiche Maldive su una piccola barca “Shadas”, quando un bel pomeriggio decidiamo di scendere a terra per un “sunset drink”. Al Bar del resort incontriamo un gruppetto di francesi, amici del nostro skipper Carlo, i quali si uniscono a noi e iniziamo a chiacchierare allegramente e naturalmente d’immersioni.
Loro erano appena rientrati da uno straordinario viaggio a Wakatobi. Annotai sul mio taccuino di viaggio il nome Wakatobi/Sulawesi/Indonesia.
La descrizione dei fondali era talmente accattivante che mi si stampigliò questo nome nella testa.
L’anno successivo,allorquando eravamo in procinto di preparare il nostro consueto viaggio-sub,iniziammo la ricerca di come e con chi andarci. Scoprimmo,con nostra grande delusione,che il resort era venduto solo in Svizzera ! Ma questo non ci spaventò affatto. L’allucinante era che per arrivarci ci volevano come minimo 4 giorni di viaggio;con l’aereo fino a Bali, più circa 20 ore di navigazione con barche più o meno di fortuna ! Troppo lungo per le nostre misere 2 settimane! Ahimè delusi optammo ancora una volta, la 4° per le Maldive. Negli anni successivi continuammo a documentarci e informarci, finchè riuscimmo ad anadre sì a Sulawesi me nel Nord. Scoprimmo che effettivamente le immersioni nell’Indo-Pacifico erano veramente qualcosa di speciale:la bio-diversità della Riserva di Bunaken e dello Stretto di Lembeh e le acque limpide ed i coralli integri di Walea ci hanno stupito e affascinato,tanto che per i tre anni consecutivi siamo tornati su quell’area. Finalmente nel 2007 all’Eudishow di Roma troviamo in bella mostra lo stand di Wakatobi;erano sbarcati in Italia! E soprattutto erano riusciti a collegare con un aereo privato Bali con l’Arcipelago di Tukang Besi nel Sud di Sulawesi.
Ed eccoci nel 2008 esattamente 10 anni dopo, ad immergerci in un giardino fiorito di mille colori circondati da miriade di pesci di barriera.
Il francese eveva ragione, Immergersi per credere!

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Intervista a Guja Tione
guida italiana a Wakatobi


Il mondo marino è costituito da una varietà infinita di coralli,pesci coloratissimi, nudibranchi, alcuni dai nomi inpronunciabili. Abbaimo chiesto la collaborazione di una guida che, con il suo entusiasmo e la sua bravura, ci ha guidati in questo viaggio;un’immersione completa nel fantastico e meraviglioso mondo BLU.


Che cosa significa esattamente Wakatobi ?

Il nome Wakatobi deriva dalle iniziali delle 4 isole principali dell’Arcipelago di Tukang Besi: Wangi Wangi, Kaledupa, Tomia e Binongko.

Quali sono le caratteristiche principali di Wakatobi ?

Le immersioni sono poco profonde,fatte a parete o dislivelli lievi, tra coralli, sabbia e sea-grass. si va lla ricerca di piccolissimi animali marini dal cavalluccio pigmeo,il più grande, il Bargibanti rosa,raggiunge 26mm fino al più piccolo,il Bontoi che misura 7mm. Questo e mille altre forme di vita e colori offre Wakatobi.

Quali sono le immersioni più belle ?

La scelta non è delle più semplici, perchè le immersioni sono belle e tante
(circa 50 siti). Posso dire le mie preferite:

numero 1.BLADE
Blade è un’immersione fatta su tre pinnacoli. Diversa da tutte le altre. Offre una sorta di combinazione tra grandangolo e macro. Grandangolo,perchè la scenografia del reef è spettacolare.Il profilo soprattutto di questi tre pinnacoli che salgono e scendono la rendono unica;tra gorgonie gigantesche,ventagli,fruste e coralli morbidi da mozzafiato.In più in alcune gorgonie abbiamo i “residenti”; i cavallucci pigmei, i fro-fish, orangutan crab. Questo e altro ancora la rende unica.

Numero 2.MAGNIFICA
Un’altra immersione spettacolare è Magnifica, il nome stesso lo dice.Una parete verticale formata da mille coralli morbidi di ogni colore.danno un’arcobaleno di colore dal bianco al giallo,arancione, rosso e viola,incredibile !

Numero 3: ROMA
Non è nazionalismo, ma è un’immersione spettacolare.Una grossissima patat di corallo con una formazione di corallo rigido,corallo a forma d’alce,enorme,intatta.Bisogna capire che posti nel mondo dove c’è ancora il corallo rigido ce n’è.E Roma ne è completamente la conferma !
Parliamo di cavallucci pigmei.Ma come sono stati scoperti ? Visto che si parla di pochi millimetri,praticamente invisibili ad occhio nudo.
Tutto è nato in un modo abbastanza curioso e buffo. Mentre stavano studiando in laboratorio la Muricella Fan, la gorgonia dove il cavallucci marino vive,è caduto un cosino secco,controllano e scoprono l’esistenza di questo microbico cavalluccio. In seguito sono stati inviati studiosi e biologi marini che hanno iniziato a studiare in loco la vita dell’ Hippocampo Bargibanti.

Abbiamo visto molti serpenti.Sono pericolosi ?

I serpenti marini di Wakatobi non sono pericolosi per l’uomo, però hanno un veleno che è dieci volte più potente del cobra reale,quindi mortale. Il serpente marino Laticauda colubrina ha il dente velenifero molto indietro nella gola.Quando quindi apre la bocca per mordere,essendo molto piccola,non riesce ad addentare il corpo umano.Per noi non è un grosso problema, ma certamente per i pesci sì.E’ estremamente pericoloso,anzi mortale.

Qual’è la sensazione più bella che ti da l’immersione quì a Wakatobi ?

Sicuramente il colore.E’ quello che ti avvolge di più.Ti da subilto l’impressione di essere in un altro mondo !

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