Durante le vacanze estite ho avuto la fortuna di soggiornare per una settimana a Casso, paese a 950 m sulla Diga del Vajont che avevamo scelto come punto di partenza per visitare i luoghi circostanti.
Il paesino di Casso si trova proprio di fronte alla frana del monte Toc che ha provocato la tragedia del Vajont.
Ha solo 18 abitanti tra i quali la Signora Teresa proprietaria del mercatino omonimo e anche dell'unico b&b della zona.
La struttura è frutto di un'attenta ristrutturazione che ha mantenuto inalterate le caratteristiche della casa in pietra.
Offre tutti i conforts: bagno con doccia, wc, lavabo (no bidet), phon, camera con 1 letto matrimoniale e un singolo, cucina con piano cottura, lavello e frigorifero, soggiorno con tv.
Offre due tipi di sistemazioni: la prima prevede camera e prima colazione, l'altra l'affitto di camera e bagno con uso esclusivo del soggiorno con cucina del piano terra (con tv via satellite) completamente accessoriata.
Unico neo del paese: non ci sono negozi neppure di generi alimentari e quindi prima di arrivarci bisogna fare la spesa.
Il bello del paese è invece l'atmosfera che vi regna: pace e tranquillità in mezzo a persone che hanno scelto di ritornare qui dopo la tragedia del Vajont che li aveva fatti sfollare altrove malgrado le difficoltà e scomodità.
Nel paese da poco si è provveduto alla risistemazione della pavimentazione dei viottoli con un contributo della Comunità Europea.
La struttura originaria del borgo è però stata mantenuta come in origine ed è proprio questo che mi è piaciuto malgrado la mancanza di servizi che vengono normalmente ritenuti essenziali: il negozio sotto casa, il supermercato, la posta, il ristorante, il giornalaio, ecc...
Una perla rara che va coltivata e protetta.
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Autore:
Pozzi Silvia
CANALI e parole chiave:
ESPERIENZA, Finalità: attività ed esperienze, Ecoturismo, turismo sostenibile, DESTINAZIONE, Europa, Italia, Friuli Venezia Giulia, ESPERIENZA, Tipologia di viaggio, Patrimonio dell'umanità
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